Focolare

Il Movimento dei Focolari è diffuso in 182 Paesi nei 5 continenti e conta circa 6 milioni di aderenti. Nasce a Trento il 7 Dicembre 1943, quando Chiara Lubich, allora ventitreenne, consacra per sempre la sua vita a Dio.

Siamo in pieno secondo conflitto mondiale e Dio le si rivela come “Amore”, in contrapposizione al clima di violenza e distruzione di quegli anni.

Dirà Chiara anni dopo:“Ogni avvenimento ci toccava profondamente. Ci chiedevamo – Tutto passa, ma ci sarà un ideale che non muore, che nessuna bomba può far crollare e a cui dare tutte noi stesse? Si, Dio! – Decidemmo di far di Lui l’Ideale della nostra vita”.

Con il solo Vangelo tra le mani, nel buio fitto dei rifugi, sotto l’incalzare dei bombardamenti che dilaniano la città di Trento, Chiara e le sue prime compagne riscoprono una nuova luce nelle parole pronunciate da Gesù alla vigilia della sua Passione:“Che tutti siano uno”(Gv. 17, 21). E’ la rivelazione di un piano di Dio.

Su chi fondare un obiettivo così ambizioso? “Dove due o più sono uniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro”(Mt 18, 20). E’ Gesù, presente nella comunità vivificata dall’Amore, che genera l’unità e crea la fraternità .

Lui stesso, sperimentando su di sé ogni sofferenza, si è fatto vicino al cuore di ogni uomo, nessuno escluso, e col Suo grido in Croce“Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato”(Mc 15, 34) ci ha rivelato la misura dell’Amore.

Farsi uno, amare fino al dono totale di sé: ecco il segreto per comporre ovunque l’Unità.

Queste parole del Vangelo, accolte e vissute con intensità in ogni momento della giornata, in ogni ambiente, sono il cuore di una nuova spiritualità che si va delineando; una spiritualità di comunione, che da quel gruppo di ragazze arriverà, negli anni, fino ai confini della terra, attraendo persone di ogni razza, convinzione, ceto sociale, cultura.

L’Unità che porta alla fraternità universale, è la parola chiave che contraddistingue il Movimento dei Focolari.

Ancora prima del 1943, durante una visita al santuario mariano di Loreto, Chiara intuisce quale sarà la sua strada: il“Focolare”; una piccola comunità di laici, uomini o donne, vergini e coniugati, tutti donati, seppur in modi diversi, a Dio, e chiamati, sul modello della famiglia di Nazareth, a far casa alla presenza spirituale ma viva di Gesù fra i suoi. Una vocazione nuova nella Chiesa.

Intorno ai Focolari, cuore pulsante della comunità, si compone un Movimento vario e multiforme al quale aderiscono famiglie e giovani, laici e sacerdoti, religiosi e consacrati, politici e imprenditori, non solo cattolici ma anche cristiani di altre chiese, fedeli di altre religioni e persone di convinzioni non religiose.

Con la diffusione del Movimento, prima in Europa e poi nei cinque continenti, si aprono spontaneamente dialoghi a livello di singoli, personalità e istituzioni, nell’apertura e rispetto verso la fede o convinzione altrui e nell’annuncio rispettoso della propria.

Il dialogo, via privilegiata per promuovere l’unità, è per i membri del movimento un impegno primario:

all’interno della propria Chiesa, per approfondire la comunione;

con i cristiani delle diverse Chiese, per intessere rapporti di comunione fraterna e di testimonianza e per accelerare il cammino dell’unità visibile dei cristiani;

con gli ebrei e tra fedeli delle diverse religioni, tra cui musulmani, buddisti, indù, per cooperare alla costruzione di un mondo fraterno basato sui valori dello spirito;

con persone di buona volontà, senza un preciso riferimento religioso, per collaborare sulla base dei valori comuni nei campi della solidarietà, della cultura e della promozione dei diritti umani;

con la cultura contemporanea, per rispondere alla crisi delle società occidentali e fornire un senso più vasto alla ricerca di coloro che aspirano alla comprensione della realtà vera e del significato ultimo dei rapporti tra gli uomini.

Dal finire degli anni ‘40, ogni estate, sui monti del Trentino, si unisce al primo gruppo del Movimento nascente un numero sempre maggiore di giovani, famiglie, operai, professionisti e politici. Si compone così la Mariapoli (città di Maria), bozzetto temporaneo di una società rinnovata dall’amore evangelico.

Si incontrano italiani, francesi e tedeschi, che vedono sciogliersi odi e rancori, retaggio della guerra. Nel 1959 sono più di 10.000 le persone che giungono alla Mariapoli di Fiera di Primiero, nel Trentino. Vi sono rappresentati 27 Paesi, non solo d’Europa, ma anche di altri continenti, come il Brasile e Taiwan.

Le Mariapoli si ripeteranno, da allora, annualmente fino ad oggi ovunque arriva il Movimento.
Sul loro modello sorgono le Cittadelle,“Mariapoli permanenti”, con case, scuole, aziende e caratteristiche diverse a seconda del luogo e della cultura in cui si inseriscono. Per lo stile di vita evangelica che promuovono, vogliono essere un modello di società improntata alla fraternità. La prima nasce nel 1964 in Italia, a Loppiano (FI) e conta attualmente oltre 800 abitanti, di 70 nazioni. Sono oggi 35 in tutto il mondo.

La spiritualità dell’Unità si diffonde attraverso vari movimenti ad ampio raggio, che operano in ambito familiare (Famiglie Nuove), sociale (Umanità Nuova), ecclesiale (Parrocchie Nuove) e giovanile (Giovani X un Mondo Unito, Ragazzi X l’Unità).

Numerose le azioni sociali. Particolarmente sviluppate quelle in campo socio-sanitario ed educativo, nelle aree depresse delle Filippine, in Camerun, nei campi profughi della Tanzania, in Congo, Brasile, Argentina, Messico, Haiti. La valorizzazione della reciprocità suscita autosviluppo, riscatto sociale.

La cultura che nasce dall’ideale dell’unità ha un canale ufficiale di diffusione nella casa editrice Città Nuova, in Italia e in altre 25 edizioni nazionali, che pubblicano complessivamente oltre 200 titoli l’anno. Città Nuova è anche un quindicinale di opinione con 37 edizioni nazionali in diverse lingue.

Nel 2007 nasce l’Istituto Universitario Sophia, promosso da Chiara stessa e da un gruppo internazionale di docenti; ha sede a Loppiano (FI). Una realtà innovativa che coniuga studio ed esperienza all’interno di una comunità di vita e pensiero: la relazione tra le persone è il modello alla base della relazione tra le discipline.

Dal dialogo con la cultura contemporanea sono nate reti internazionali di studiosi, professionisti e studenti che approfondiscono ciascuna disciplina e promuovono convegni, corsi di formazione, pubblicazioni: Social One: scienze sociali in dialogo; Eco-One: ecologically united; Clarté: artisti in dialogo; Medicina-Dialogo-Comunione; Comunione e Diritto; Sportmeet for a united World; NetOne: media and a united world. Edu – Educazione e unità.

Particolarmente sviluppate le reti in campo economico e in quello politico:

l’Economia di Comunione (EdC) è un progetto che vede coinvolti imprenditori, lavoratori, consumatori, risparmiatori, studiosi lanciato da Chiara Lubich nel 1991 in Brasile, per rispondere al dramma del crescente divario tra ricchi e poveri. Ispira la gestione di oltre 750 aziende e attività produttive nei 5 continenti (255 in Italia) che si impegnano liberamente a mettere in comunione i profitti secondo tre scopi: aiutare le persone svantaggiate, diffondere la cultura del dare, sviluppare le aziende. L’EdC ha portato alla creazione di poli imprenditoriali in vari Paesi: in Italia il “Polo Lionello” che ha sede vicino a Loppiano. Il Movimento per un’economia di comunione, in un rapporto di scambio fra teoria e prassi, promuove una riflessione culturale per un nuovo equilibrio economico mondiale ispirato ai valori della fiducia, della reciprocità, dell’etica;

il Movimento politico per l’unità raccoglie politici, amministratori e semplici cittadini di diversi schieramenti. Propone la fraternità universale come valore fondante che deve orientare la politica nelle scelte, nelle priorità, nei programmi in vista del bene comune e come metodo nei rapporti politici, all’interno dei partiti e fra partiti, nel rispetto dei ruoli di maggioranza ed opposizione. Sorto nel 1996, è diffuso in vari Paesi d’Europa, in America Latina, in Estremo oriente. Promuove iniziative nelle istituzioni, nei partiti, fra cittadini per favorire la partecipazione, il riconoscimento reciproco, il dialogo.